Nepal, un giorno con papà

È un giorno qualunque, nella valle di Kathmandu.
Un giorno di splendido sole, in cui i bambini sono a casa da scuola per le vacanze invernali.

Con il taxi bianco di un corpulento signore gentile, ci inerpichiamo su per le strade sterrate che costeggiano il panorama sulla maestosa catena dell’Himalaya, in direzione Namo Buddha.

  

Il taxi accosta davanti a una bottega dagli stipiti azzurri. ‘Questa è la mia casa’, ci dice – orgoglioso – il corpulento signore gentile.

Ci offe un tè con il latte, mentre un ragazzino in accappatoio gli corre incontro e lo abbraccia.

‘Lui è mio figlio’. Lo vede di rado. Capita a casa di tanto in tanto, perché lavora a tre ore di strada da qui.
Ringraziamo per la piacevole sosta. È ora di ripartire.
Il ragazzino si cambia di fretta i vestiti e monta in macchina insieme a noi.

L’entusiasmo nei suoi occhi e nei suoi modi. La gioia, negli occhi e nei modi del corpulento signore gentile.

Fanno merenda mentre noi visitiamo il monastero di Thrangu Tashi, dicono una preghiera mentre noi ammiriamo il tempio, passeggiano identici mentre noi scattiamo le ultime foto.


È la nostra ultima giornata in Nepal che fa speciale la giornata di questo papà e di questo ragazzino adorabili.
E allora non potevamo non condividere questa storia proprio nel giorno della Festa del Papà.

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