Tibet: come prevenire il mal d’altitudine

Il Tibet è un meraviglioso altopiano con un’altitudine media di 4.900 mt s.l.m. Abbiamo deciso di aprire con questa introduzione didascalica, per chiarire subito la portata di un viaggio nel Paese delle Nevi.

Il nostro corpo, infatti, non è abituato a questa quota e, in un viaggio di 2 o 3 settimane, difficilmente l’organismo ha il tempo necessario di acclimatarsi con tutta calma. Ecco perché è necessario pianificare il viaggio in modo da ridurre al minimo gli effetti del mal di montagna.

Ma come fare? E quali sono questi effetti? In questo articolo, vi parleremo un po’ della nostra esperienza in Tibet… uno dei viaggi più duri e ricchi e pieni mai vissuti nella nostra vita di viaggiatori.

Innanzitutto, parliamo degli effetti dell’altitudine sull’organismo.

Lhasa sorge a 3.600 mt di altitudine. A queste quote, l’aria è più rarefatta e il corpo assume una quantità inferiore di ossigeno, rispetto a quella che è solito assumere a quota zero. Per questo, respirare è più difficile.

Inalando meno ossigeno, potreste incorrere in sintomi quali affaticamento, difficoltà di digestione, sonno agitato. Tutto normale.

In caso di mal di testa, è importante informare la guida. Questo, perché l’emicrania è il primo campanello d’allarme dell’altitude sickness.

Fin qui, i sintomi. Esistono, però, precauzioni di cui tenere conto, per evitare il mal di montagna. Ecco, allora, i nostri consigli per affrontare correttamente un tour del Tibet.

1. Salire di quota in modo graduale

Il modo migliore per acclimatarsi è salire di quota gradualmente, evitando di arrivare a Lhasa con l’aereo. La capitale del Tibet sorge a 3.600 mt di altitudine e, raggiungendola in volo, affrontereste un dislivello decisamente importante in un tempo decisamente troppo breve.

È possibile iniziare l’acclimatamento dalla Cina, passando da Xining, la capitale del Qinghai, che si trova a 2.300 mt.

Ideale sarebbe sostare qui due giorni. Avrete modo di visitare il Monastero di Kumbum (tra i più importanti monasteri del buddhismo tibetano), facilmente raggiungibile in bus.

Da qui, potreste prendere il Treno del Cielo, un percorso scenografico che conduce ai 3.600 mt di Lhasa in 22 ore di viaggio, tra paesaggi e tranquillità.

In questo modo, con una sola tappa, salirete di oltre 1.300 mt di quota. In verità, la quota massima di ascesa giornaliera consigliata è di 500 metri.

Ma la soluzione che vi abbiamo presentato è l’unica alternativa possibile all’aereo, per noi occidentali, arrivando dalla Cina. Se arrivate dal Nepal, invece, potete percorrere la Friendship highway in auto e arrivare in Tibet attraversando il confine sud.

Se pensate di scegliere il tour fino al campo base dell’Everest (5.200 mt), preferite una soluzione di almeno 9 giorni, altrimenti potreste avere difficoltà ad acclimatarvi. Così, abbiamo fatto noi e così sentiamo di suggerirvi.

2. Dormire a quota inferiore rispetto a quella raggiunta

Seconda attenzione di cui tenere conto, per evitare il mal di montagna, è dormire sempre a quota inferiore rispetto alla quota massima raggiunta durante la giornata.
Ad esempio: se prendete il  Treno del Cielo, che raggiunge i 5.000 mt, potrete dormire a Lhasa, che si trova a 3.600 mt.

Arrivati nella capitale del Tibet, il suggerimento (proposto da tutti i tour) è di soggiornarvi per almeno tre giorni. La città è meravigliosa e – tra persone, cultura, templi, negozi e locali – non avrete certamente modo di annoiarvi.

3. Riposare bene e bere molto

Riposate il più possibile, qualora vi sentiate spossati. Non esagerate con le passeggiate: meglio restare qualche ora in più in camera, e assicurare al corpo il necessario ristoro (stiamo parlando di altitudini importanti, d’altra parte!).

Nota sul tema riposo: è possibile che, durante la notte, non riusciate a prendere sonno. Tutto nella norma: è per via dell’altitudine. Sarebbe meglio dormire in letti singoli (una soluzione poco romantica per le coppie in viaggio, ma – talvolta – davvero salvifica).

Bevete moltissima acqua (anche 3/4 litri al giorno, se possibile), in modo tale che il vostro cervello non si disidrati (motivo per cui, in quota, capita di avere mal di testa). Purtroppo, l’effetto indesiderato è la continua ricerca di una toilette (e i bagni, a queste latitudini, sono sempre una sorpresa – generalmente, non del tutto piacevole).

4. Mangiare leggero

In Tibet si mangia bene. C’è poco da dire. Un po’ indiano, un po’ cinese, il cibo, qui, vi farà tornare la voglia di mangiare che potreste avere perso in Cina.

Ebbene, fate attenzione: in quota, la digestione è più difficile, e potreste star male.

Quindi, mangiate molto leggero: riso e pollo vanno sempre bene (meno bene, i peperoni – quel contorno che abbiamo scelto per pranzo e che ci è costato un giorno e una notte).

In ogni caso, il tè ginseng, limone e miele (“Giner honey lemon tea, please!”) è un vero toccasana per la digestione e per il freddo (la bevanda che ha accompagnato ogni nostro pasto tibetano).

In ultimo, una nota sulle soluzioni per fare fronte al mal d’altitudine, qualora si presenti.

In ogni market, troverete in vendita diverse bombole di ossigeno, di cui disporrà anche la vostra guida.

Salendo al campo base dell’Everest noterete un grande impiego di bombole d’ossigeno da parte dei turisti cinesi. Questo accade perchè spesso raggiungono dalla Cina la quota di 5200mt in pochi giorni.

Per quanto riguarda i medicinali utili a prevenire o alleviare i sintomi del mal di montagna, il farmaco più utilizzato è il Diamox. Chiedete consiglio al vostro medico per le modalità di assunzione.

Ricordate che è sempre bene allertare la guida in caso di disturbi, primo tra tutti il mal di testa. L’unico rimedio per fermare i sintomi del mal d’altitudine è scendere immediatamente di quota.

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