Ode alla Strada

Libertà ed Emozioni On The Road

Brilla il giorno. I raggi del sole bucano di luce il vetro e il mio sguardo senza orizzonte.
Terso il cielo, leggeri i pensieri.

Piove, fuori. Ticchettano le gocce sul cristallo già opaco della mia macchina che, sola, percorre strade che già conosce.
Grigio il cielo, opachi i pensieri.

Automatici, i gesti. Lontana è la mente.
La radio suona musica rock. Colonna sonora ideale per i miei delicati pensieri.

Le mani si muovono, i piedi le seguono.
La macchina va. Il corpo rimane.
E la mente vola, mentre l’asfalto culla lo spirito, curva su curva, chilometro dopo chilometro.

La strada conosce le tue emozioni. Le strappa fuori come ferro e calamita, mentre – solo – sei chiuso in un intimo astuccio di metallo.
Le trasforma in parole, talvolta.

Le nebulizza in sorrisi, quando il vento ti scompiglia i capelli, e le ruote si smezzano.
E sfrecci su due soli pneumatici, mentre il rombo e le vibrazioni di una moto che pesa quintali soffiano via la pesantezza dalla mente, e fanno il corpo leggero.

Inebrianti, i profumi dei luoghi che, d’improvviso, tornano a fare visita ai tuoi ricordi.
Apri la visiera del casco, spalanchi i polmoni e i pensieri.

Si riflettono nelle pozzanghere a cui la pioggia non sa dare pace, le immagini di quei motociclisti che corrono sulla terza corsia. La pioggia ticchetta sul mio casco.
Fradici i vestiti. Felice lo spirito.

Quattrocento chilometri per una merenda conquistata sulla strada.
Quattro ore di riflessioni ed emozioni, parole, risate e silenzi.
Non vorrei essere altrove.
Una sosta per un caffè, e via, di nuovo in sella.
Cavalieri dell’era moderna viaggiano per chilometri di strada.
La terra si fa asfalto, l’elmo è aerografato, gli zoccoli sono motore cupo che romba.

La Strada.
Custode di segreti ed emozioni. Fuga, conforto e salvezza.
Riparo ultimo in cui rifugiarsi, e col quale scappare.
Percorso senza mai fine, in cui affogare i pensieri e ritrovare la pace – per non ordinare l’ennesimo drink.
Ha la forma infinita e indefinita della Libertà.
È la strada che accoglie, cura e comprende. È l’asfalto che culla.

Spengo la macchina.
Diluvia sulle montagne che svettano al mio cospetto. Ogni goccia di pioggia è un chiodo che picchia sul vetro.
Mai così dolce, il loro fragore.

Accosto la moto.
Il tramonto tinge di ogni sfumatura di rosso i campi oltre il guardrail. Dall’aiuola dell’autogrill ammiro il giorno vestirsi da sera. E un alito fresco pizzica i brividi, fin dentro la giacca.
Delizioso come un solletico.

Sono sola. Sulla strada.
Tra queste lamiere che sono rifugi preziosi.
Ed è La Pace. Ed è Il Silenzio.

Le nostre valigie logore stavano di nuovo ammucchiate sul marciapiede;
avevano altro e più lungo cammino da percorrere.
Ma non importa, la Strada è Vita.
[Jack Kerouac – ‘Sulla Strada’]

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